Piccoli nasi rossi

Martedì 2 ottobre alle 17.30 alle Scalze in Salita Pontecorvo 65 iniziano i laboratori di Teatro Circo per bambine e bambini di 6-10 anni a cura dell’Associazione Ramblas.

Sott’ ‘e bombe. Musica e poesia per la gentilezza e la pace

Domenica 16 e domenica  23 settembre 2018 alle ore 17.30, il Forum Tarsia e il Coordinamento Le Scalze presentano, presso la Chiesa di S.Giuseppe delle Scalze,  in Salita Pontecorvo 65, “Sott’ ‘e bombe. Musica e poesia per la gentilezza e la pace”, a cura di Sergio Bizzarro e Costanzo Ioni. Si tratta della Quinta edizione della manifestazione che lancia un messaggio poetico per la gentilezza e la pace e contro la violenza. Si svolge ogni anno in uno dei tanti rifugi antiaerei (o nei suoi pressi) della seconda guerra mondiale a ricordo di morti e distruzioni che hanno sconvolto Napoli, città da cui parte un simbolico abbraccio a quanti ancora oggi soffrono per le violenze commesse dall’uomo nelle tante guerre che ancora funestano il nostro pianeta.

Quest’anno la riflessione si vuole allargare ad altre “bombe” che stanno provocando, giorno dopo giorno, un ulteriore logoramento del legame sociale, già messo a dura prova dalla crisi economica: parliamo del pericoloso proliferare dei tanti stati di avversione, convincimenti, sentimenti ed emozioni negative nei confronti del prossimo,  in particolare dello “straniero”.  Tali pulsioni  negative sono senza dubbio facilitate dalla rissosità presente nei social media, dalla naturale tendenza a trovare un “capro espiatorio” alla propria infelicità,  e dal propagandismo di alcuni settori politici che pensano, in questo modo,  di rimuovere l’inconcludenza del loro operare. Queste nuove “bombe” hanno nome intolleranza, xenofobia, violenza, aggressività, omofobia, razzismo, volgarità, risentimento.

Ad esse vogliamo opporre, attraverso la musica e la parola poetica, il potere della pace e della gentilezza.

Quest’ultimo, com’è risaputo, è un concetto cardine della poesia italiana delle origini, elaborato in modo particolare dagli stilnovisti, che con esso facevano riferimento non solo alla nobiltà di sangue, ma soprattutto a quella più generale elevatezza dei sentimenti che si costruisce attraverso l’esercizio della virtù. La gentilezza è la prerogativa di chi concepisce sentimenti di magnanimità, solidarietà ed empatia nei confronti degli altri: stretto è pertanto il rapporto con la philantropia e la pietas del pensiero antico, la caritas cristiana o la karuna buddista. Gentile è colui o colei che esprime amabilità, garbo, cortesia nel trattare con gli altri, che non indulge nella volgarità e nel risentimento e che mette da parte l’egoismo, per dare voce a una sua particolare finezza di sentimenti.

Dovremmo chiederci a questo punto dove sia finita la gentilezza in un mondo in cui lo spirito dialogico basato sul rispetto dell’altro, da sempre carne e sangue della democrazia, si affievolisce sempre più;  in cui la conflittualità (sempre legittima e  più che mai necessaria per la “messa in forma” della Pòlis) diventa il più delle volte rissosa e inconcludente, interessata come è esclusivamente alla continua denigrazione dell’avversario politico.

Forse sarà il caso di  riflettere insieme per ricordare come la rinuncia alla gentilezza sia purtroppo il sintomo di una profonda malattia dell’humanitas e privi gli esseri umani di un piacere fondamentale per il loro senso di benessere: non a caso l’imperatore Marco Aurelio affermava che la gentilezza è la delizia più grande dell’umanità e Rousseau che solo il prenderci cura degli altri ci rende pienamente umani. È la gentilezza, quindi, che rende la vita degna di essere vissuta: ogni attacco contro la gentilezza è un attacco contro le nostre speranze. RESTIAMO UMANI!

Il 16 settembre è previsto l’intervento musicale del cantautore napoletano Roberto Ormanni e il reading poetico con Angela Procaccini, Ciro De Novellis, Ino Fragna, Vincenzo De Simone, Carla De Falco, Marco Melillo, Floriana Coppola, Ariele D’Ambrosio, Serena Ferrara.  Il 23  ci sarà un set elettronico con la musicista parigina Nina Hoppas oltre al consueto reading con Daniela Montella, Ketti Martino, Lina Sanniti, Ferdinando Tricarico, Giovanna Silvestri, Claudio Pennino, Giulio Mendoza, Giulio Pacelli, Renata Cagno, Nada Skaff.

Roberto Ormanni. Roberto Ormanni, napoletano classe ’93, porta in scena musica d’autore italiana dalle sonorità folk-jazz. Il suo primo disco, titolato “Quello che non siamo”, è stato pubblicato nel 2016 ed è stato prodotto da Apogeo Records. Oggi è al lavoro al suo secondo disco. Canzoni come cartoline in presa diretta del mondo contemporaneo, in uno spettacolo che cerca di restituire la poesia delle piccole storie fuori tempo. Esistenze lasciate sui bordi, sogni abbandonati o spazzati via, gioie invincibili e cuori resistenti: sono gli elementi che compongono lo specchio al negativo di una realtà che si ostina, nonostante tutto, a restare illuminata e ad aggrapparsi alla bellezza che non scompare. Il 16 settembre si esibirà accompagnato da Luca Cappuccio al violoncello.

Nina Hoppas. Artista parigina, è iniziatrice di un progetto di musica sperimentale elettronica/industriale. La sua musica unisce sonorità distorte, spettrali e ferruginose, evocando un universo dalle atmosfere oscure e riflessive. Ha partecipato a diverse rassegne europee di musica elettronica e sperimentale.  In particolare quest’anno è stata Direttrice artistica  di Phoemina#1, Festival dedicato alla musica sperimentale suonata esclusivamente da donne, che si è svolto l’1,2,3 giugno ad Aqui Terme.

Banda Larga Music Factory

La sala prove delle Scalze ha concluso il suo primo anno di apertura con l’esibizione di alcune tra le formazioni musicali di adolescenti che l’hanno utilizzata gratuitamente all’interno del progetto BandaLarga. Grazie ai F.U.N.Z., The Scrummy Slap e la Banda Studentesca Scampia. Grazie anche a Mohssen Kasirossafar, Francesco Paolo Manna e Antonino Anastasia, che hanno aperto la serata con una performance di percussioni Arabe. Il progetto BandaLarga è realizzato dalla ScalzaBanda ONLUS sul territorio della Seconda Municipalità nell’ambito dei progetti innovativi per la valorizzazione e la partecipazione degli adolescenti del Servizio Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’ Assessorato al Welfare del Comune di Napoli.

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“Evidence of Contemporary Disquiet” a cura di Davide Di Maggio

Il Goethe – Institut di Napoli è lieto di presentare la mostra:

“Evidence of Contemporary Disquiet”
a cura di Davide Di Maggio

Eija-Liisa Ahtila / Günter Brus / Enzo Cucchi / Berlinde De Bruyckere / Giorgio de Chirico / Angus Fairhurst / Nan Goldin / Sandra Hauser /Jörg Immendorff / Mark Manders / Giovanni Manfredini / Fabio Mauri /Jonathan Meese / Gina Pane / Evan Penny / Andrea Salvino / Markus Schinwald / Dash Snow / Francesca Woodman

Opening: Mercoledì, 06 giugno, 2018 – ore 18,30

07 giugno – 31 luglio 2018
Chiesa di San Giuseppe delle Scalze
Salita Pontecorvo 65, Napoli
Le Scalze

Con il prezioso supporto di
Dott. Ssa Maria Carmen Morese, Direttrice del Goethe-Institut Neapel
Dott.ssa Elke Atzler, Direttrice Forum Austriaco di Cultura, Roma
Francesca Blandino, assistente del curatore

In un’epoca dove i canoni di bellezza sono radicalmente cambiati, dove la nostra vita scorre in uno stato semipermanente di anestetizzazione dalla gioia, dal dolore, dalle immagini che “sgorgano” a ritmo frenetico e continuo, questa mostra vuole porre una resistenza forte, per non essere a sua volta metabolizzata in una forma effimera che non le appartiene.
Vuole riportare, attraverso i sensi, ad un alto livello percettivo che non implica il guardare, ma il vedere e il sentire.
Le opere, disseminate nei bellissimi spazi della Chiesa di San Giuseppe delle Scalze, hanno forme e significati assoluti, non sono simboliche ma nascono dalla necessità degli artisti di non creare nuovi simulacri passeggeri, ma di dare forma ad una nuova bellezza nell’irrealtà che ci circonda.
L’intento di questa mostra è non tanto di svelare le opere, ma l’artista stesso, in quanto punto di riferimento e centralità, di fare avvicinare il visitatore, nei limiti del possibile, alla parte oscura, mantenendo però ineludibile quella nascosta e inafferrabile presente in ogni lavoro.
L’arte deve assumersi la responsabilità e, perché no, l’autorevolezza, di creare un’opposizione, una controffensiva efficace rispetto un determinato fine. Per quanto piccolo possa essere, il segno dell’artista si deve caricare sempre di un’energia nuova, positiva e profonda rispetto all’effimero della vita.

All’inaugurazione sarà presentato il catalogo edito in occasione della mostra.

Gli artisti saranno presenti all’inaugurazione.

Particolari ringraziamenti a:

Tutti gli artisti
Goethe – Institut, Napoli
Dott.ssa Maria Carmen Morese, Direttrice Goethe – Institut, Napoli
Dott.ssa Elke Atzler, Direttrice del Forum Austriaco di Cultura, Roma
Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma
Avv. Paolo Picozza, Presidente Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, Roma
Lorenzo Canova, Roma
Collezione Agovino, Napoli
Le Scalze, Napoli
Achille Mauri, Milano
Michela Rizzo, Galleria Michela Rizzo, Venezia
Fondazione Morra, Napoli
Dott. Giuseppe Schillaci, Modena
Gabriella Russo, Napoli
Simone Frittelli, Firenze
Hermine Aigner, Roma

Ai prestatori:

Sadie Coles, Londra, Los Angeles, New York, Hong Kong, Zurigo
CFA, Contemporary Fine Art, Berlino
Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma
Galleria Fumagalli, Milano
Mariam Goodman, New York, Parigi
Hauser & Wirth, Londra
Henze & Ketterer, Wichtrach (CH), Riehen (CH), Basilea
Krinzinger Galerie, Vienna
Studio Fabio Mauri, Roma
Galerie Thaddeaus Ropac, Londra, Parigi, Salisburgo
Michael Werner, London, New York
Galleria Zero, Milano
Zeno X Gallery, Anversa


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The Goethe – Institut in Naples is pleased to present the exhibition:

Evidence of Contemporary Disquiet
Curated by Davide Di Maggio

Eija-Liisa Ahtila / Günter Brus / Enzo Cucchi / Berlinde De Bruyckere / Giorgio De Chirico / Angus Fairhurst / Nan Goldin / Sandra Hauser /Jörg Immendorff / Mark Manders / Giovanni Manfredini / Fabio Mauri /Jonathan Meese / Gina Pane / Evan Penny / Andrea Salvino / Markus Schinwald / Dash Snow / Francesca Woodman

Opening: Wednesday, 06th of June, 2018 – at 6,30 p.m.

07th June – 31st July 2018

Chiesa di San Giuseppe delle Scalze
Salita Pontecorvo 65, Naples

with the precious support of
Dott.ssa Maria Carmen Morese, Director of the Goethe – Institut Naples
Dott.ssa Elke Atzler, Director Forum Austriaco di Cultura, Rome
Francesca Blandino, Assistant to the curator

At a time when aesthetic canons have changed radically, a time in which our life flows in a semi-permanent state of anesthesia from joy, pain, from the images that “gush” at a frenzied and continuous rhythm, this exhibition intends to put in place a strong resistance, in order not to be, in turn, metabolized into an ephemeral form that is foreign to it.
It intends to bring back, through the senses, a high level perception that does not involve looking, but seeing and feeling.
The works, scattered in the beautiful spaces of the Church of San Giuseppe delle Scalze, are endowed with absolute forms and meanings; they are not symbolic, they are born of the artists’ need not to create some fleeting simulacra, but to give shape to a new beauty in the unreality surrounding us.
The intent of this exhibition is not so much to reveal the works, but the artists themselves as central reference points, to allow the visitor to come as close as possible to the dark side, while preserving the inevitably hidden and elusive part that is present in each work.
Art must take on the responsibility and, why not, the authority, of creating an opposition, an effective counter-offensive with respect to a given end. As small as it might be, the sign of the artist must always be charged with a new, positive and profound energy regarding life’s ephemeral nature.

The catalogue published on occasion of the exhibition will be presented at the inauguration.

The artists will be present at the opening.

Special thanks to:

All the artists
Goethe – Institut, Naples
Dott.ssa Maria Carmen Morese, Direttrice Goethe – Institut, Naples
Dott.ssa Elke Atzler, Direttrice del Forum Austriaco di Cultura, Rome
Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Rome
Avv. Paolo Picozza, Presidente Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, Rome
Lorenzo Canova, Rome
Collezione Agovino, Naples
Le Scalze, Naples
Achille Mauri, Milan
Michela Rizzo, Galleria Michela Rizzo, Venice
Fondazione Morra, Naples
Dott. Giuseppe Schillaci, Modena
Gabriella Russo, Naples
Simone Frittelli, Florence
Hermine Aigner, Rome

To the Lenders:

Sadie Coles, Londra, Los Angeles, New York, Hong Kong, Zurigo
CFA, Contemporary Fine Art, Berlino
Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma
Galleria Fumagalli, Milano
Mariam Goodman, New York, Parigi
Hauser & Wirth, Londra
Henze & Ketterer, Wichtrach (CH), Riehen (CH), Basilea
Krinzinger Galerie, Vienna
Studio Fabio Mauri, Roma
Galerie Thaddeaus Ropac, Londra, Parigi, Salisburgo
Michael Werner, London, New York
Galleria Zero, Milano
Zeno X Gallery, Anversa

Exibart ne ha parlato

Dialettiche del desiderio a partire dal ’68

Giovedì 24 maggio alle ore 18.00 alle Scalze, Salita Pontecorvo 65,  ci sarà il terzo incontro di “Vieni a prendere un tè alle Scalze? Conversazioni filosofiche per tutti”, organizzato dal Forum Tarsia e dal Coordinamento Le Scalze. Questa volta, in occasione del cinquantenario del ’68, abbiamo scelto di discutere sulle  “Dialettiche del desiderio a partire dal ‘68”.

Sorseggiando una tazza di tè, proveremo a interrogarci in modo non accademico e provocando una discussione il più possibile partecipata,  sull’eredità che ci ha consegnato il grande movimento di mezzo secolo fa,  che è sicuramente l’ultima e più radicale messa in discussione della società in cui ci troviamo a vivere: il capitalismo.  E’  questo il lascito più grande, e tanto “inattuale”,   a cui  vogliamo rendere omaggio ancora una volta. Così come vogliamo ricordare come questo movimento sia stato all’origine della produzione di nuove forme di vita e di straordinari processi di soggettivazione che hanno determinato, nel bene e nel male,   alcuni aspetti rilevanti del  modello di società che si è imposto nell’ultimo mezzo secolo.  Molte istanze presenti nel ’68, come quelle inerenti all’antiautoritarismo e alla liberazione del desiderio, nel corso degli anni, hanno preso direzioni inaspettate, intrecciandosi talvolta con quell’ingiunzione a godere e a consumare che è diventato il tratto caratteristico dell’odierno neoliberismo. Partendo dal dibattito tra Foucault e Deleuze su piacere e  desiderio, torneremo a interrogarci perciò sulla possibilità di liberare il desiderio da questo abbraccio mortale per riconsegnarlo a un progetto radicale di trasformazione della società.

Scalzabanda | Lapins Superstars

Les Bandes Passantes ★ IV edizione

Per il quarto anno consecutivo La ScalzaBanda incontra una banda di Parigi per un momento unico di scambio musicale.

Dopo Les Vilains Chicots e LES METEORS, abbiamo il piacere di ospitareLes Lapins Superstars. Durante tutto il pomeriggio le due bande si scambieranno partiture, consigli, risate e travestimenti. A fine giornata si apriranno le porte della navate per regalare al pubblico il frutto di questo incontro.

Les Lapins Superstars
Una tempesta musicale esce da questi diciassette padiglioni pirati. Una nuvola di coriandoli vi arriva negli occhi, i lustrini s’infilano fin dentro le mutande e le note vi entrano nella testa piene di immagini. Vibrazioni hip-hop, afro-beat, funk scendono lungo le gambe. I “Conigli Superstars” di Parigi vi portano nel loro labirinto musicale pieno di sorprese. Attenti al godimento!

La ScalzaBanda è la banda musicale delle ragazze e dei ragazzi del quartiere Montesanto di Napoli nella tradizione delle bande di paese. Il progetto ha avuto inizio nel mese di febbraio 2012 e coinvolge attualmente circa 75 bambini e ragazzi, dai 5 ai 16 anni , provenienti da contesti socioeconomici molto eterogenei. L’obiettivo principale del progetto è quello di realizzare un percorso d’inclusione, integrazione e contaminazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva.
http://www.scalzabanda.org/

Swing di Caroline Peyron e Black Napkin

5-27 Maggio 2018

Due anni, otto grandi quaderni, un centinaio di oggetti, due grandi tavole che hanno oscillato da un capo all’altro: dalle mani di Caroline Peyron a quelle di Black Napkin, da quelle di Black Napkin a quelle di Caroline Peyron.
Scambio di segni, di parole, di immagini, di cose per costruire atlanti di memorie nuove e ormai indistinguibili.
Le due posizioni estreme del pendolo alla fine si sono infatti confuse, le memorie per segni e immagini non hanno più nè un inizio né una fine; le visioni sono diventate realtà incollate su carta e tutto il piacere di chi guarda è di essere in quella realtà o forse di non esserci.

Mercoledì e VenerdìUltimi due appuntamenti.Vi aspettiamo!!Caroline PeyronMarco de GemmisRaffaella BossoBlack Napkin

Publiée par Fore Sta sur Lundi 21 mai 2018

Popolo e populismi

Sabato 14 aprile alle ore 17.30 al primo piano de  “Le Scalze. Laboratori di cittadinanza attiva”,  alla  Salita Pontecorvo 65, si terrà  il secondo incontro di “Vieni a prendere un tè alle Scalze? Conversazioni filosofiche per tutti”,  che avrà come tema “Popolo e populismi”.

La discussione avrà luogo negli stessi giorni in cui i principali mezzi di comunicazione di massa preannunciano, talvolta con allarme,  la possibile costituzione di un governo formato dalle due principali forze “populiste” del nostro Paese, quali la Lega e il Movimento 5 Stelle, paventando addirittura  il passaggio ad una nuova forma di regime: la popolocrazia.  Nel corso dell’incontro, cercheremo perciò di interrogarci sul significato storico, filosofico, sociologico  e politico del termine “populismo”, non dimenticando il rapporto diretto che lo lega alla parola da cui esso deriva:  quel “popolo” che costituisce l’architrave  principale  della tradizione politica nata  con la Rivoluzione francese e che  è ancora oggi il  fondamento indiscusso della nostra democrazia.

Su entrambi i termini si è scritto tantissimo, ma nel corso del tempo le interpretazioni date a ciascuno concetto sono state le più diverse e, ad aumentare la confusione, concorrono sia la loro ambiguità semantica nonché l’odierna invalsa abitudine ad utilizzarli, per pigrizia intellettuale,   in modo estensivo ed improprio. Che cos’è dunque un popolo? Quella parte della popolazione esclusa dalla politica  che vive una situazione di disagio economico e sociale? O piuttosto la comunità di tutti i cittadini che si riconoscono in una comune identità nazionale? E il populismo nasce da una crisi della democrazia e, in particolar modo, da una crisi della rappresentanza politica? O invece è caratterizzato proprio dalla volontà di dare rappresentanza a quella disaffezione per la politica che è fenomeno costitutivo della tarda modernità? E ancora: esiste un rapporto tra la forma odierna del populismo, caratterizzato dal rifiuto di ogni tipo di mediazione,   e la realtà “digitale” dei nuovi social media? E per finire: è possibile o auspicabile un populismo “di sinistra”, che recuperi il programma emancipatorio della parte più debole della società?