La scomparsa di Franco di Liberto

Stanotte Franco Di Liberto è partito per l’ultimo viaggio.

E’ stato il fondatore e primo presidente del Forum Tarsia.

Professore di Fisica all’Università Federico II era molto sensibile alla didattica e alla divulgazione scientifica che ha concretizzato organizzando, tra l’altro, mostre scientifiche in vari quartieri di Napoli e provincia utilizzando materiali, attrezzature e documentazioni provenienti da laboratori scientifici di istituti scolastici. Per queste attività ha ricevuto apprezzamenti dal mondo accademico e scolastico ed è stato premiato dal Presidente della Repubblica con una medaglia ricordo. Un suo slogan è stato “La scienza per tutti”.

Come responsabile del Forum Tarsia dalla sua costituzione nel 2001 ha favorito e guidato esperienze esemplari di cittadinanza attiva nel quartiere allargato di Tarsia/Montesanto sia di tipo sociale che culturale.

Da sempre convinto della necessità di collaborazione tra le associazioni di cittadini impegnati ha contribuito a creare nel 2009 il coordinamento “Le Scalze”- Laboratori di cittadinanza attiva – che ha sede operativa nel complesso monumentale di San Giuseppe delle Scalze in Salita Pontecorvo 65 dove, oltre al Forum Tarsia, operano le associazioni Archintorno, AltraDefinizione, MAmamà, Ramblas e Scalzabanda.

Tutti noi del “Forum Tarsia” e de “Le Scalze” gli vogliamo un gran bene e lo ricordiamo con affetto.

Abbracciamo la moglie Rosaria e le figlie Camilla e Carolina.

I funerali si svolgeranno domani 13 Marzo alle 11,30 nella chiesa di Santa Maria di Montesanto nell’omonima piazza.

L’automazione: schiavitù o liberazione?

Sabato 9 marzo alle ore 17.30 alle Scalze_Laboratori di cittadinanza attiva, Salita Pontecorvo 65,  si svolgerà il nuovo incontro di “Vieni a prendere un tè alle Scalze? Conversazioni filosofiche per tutti” che avrà come tema “La questione della Tecnica. L’automazione: schiavitù o liberazione?”.

Sorseggiando una buona tazza di tè, ci interrogheremo su  come l’applicazione dell’Intelligenza artificiale a molti dei dispositivi che quotidianamente utilizziamo e lo sviluppo della robotica umanoide aprano scenari  sempre più inquietanti sul ruolo della Tecnica nella società odierna e sulla possibilità che questa assuma un ruolo dominante rispetto alla centralità dell’uomo che, secondo alcuni autori, diventerebbe ora addirittura “superfluo” o, nei migliori dei casi, “antiquato”. In campo lavorativo, ad esempio, la rivoluzione digitale, e in particolare l’applicazione della robotica, già sta determinando una riduzione sostanziale dell’utilizzo della forza-lavoro umana e la scomparsa di una quantità rilevante di mestieri e professioni. Quando l’intelligenza artificiale avrà resa obsoleta l’intelligenza umana,  ci sarà ancora un posto dell’uomo nel processo lavorativo? E come dovrà essere interpretata, se ci sarà, questa “fine del lavoro”? Come una liberazione che consentirà all’uomo di dedicarsi finalmente ai suoi otia creativi, come ipotizzato dal giovane Marx dei Manoscritti economico-filosofici? O come una promessa di una nuova schiavitù,  come ipotizzato da tanta letteratura distopica del secolo scorso? O forse, più semplicemente, per ora la rivoluzione digitale sta perseguendo un obiettivo, del tutto in linea con il progetto neo-liberistico, di mettere cioè al lavoro anche il  nostro tempo libero, senza alcuna retribuzione salariale, quando nella nostra veste di consumatori, acquistiamo un biglietto aereo, preleviamo denaro da un bancomat, facciamo benzina da un distributore self-service, al posto di un lavoratore di cui non c’è più bisogno. Ancora oggi, di fronte alla complessità di questi problemi, torna a risuonare la domanda che fu posta nel corso del grande dibattito sulla Tecnica nella prima metà del secolo scorso che vide,  come uno dei principali protagonisti,  il filosofo Martin Heidegger: oggi come allora, infatti, non ci chiediamo più che cosa l’uomo può fare con la Tecnica, ma cosa la Tecnica può fare dell’uomo.

Concerto di beneficenza della Scalzabanda con l’Orchestra Corallium

Appuntamento con l’Orchestra Corallium e Scalzabanda per un evento il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione AGOP Napoli – Associazione Genitori Oncologia Pediatrica

Programma
Orchestra Corallium
F.J.Haydn
Sinfonia concertante per violino, oboe, fagotto e violoncello

violino Giuseppe Carotenuto
oboe Hernan Garreffa
fagotto Giuseppe Settembrino
violoncello Manuela Albano

direttore Luca Bagagli

Scalzabanda

direttore Manuela Albano

Scalza Banda presenta Banda Larga alla Galleria Principe Umberto

24Il 24 febbraio alle ore 12:00, all’interno della Galleria Umberto I di Napoli, la ScalzaBanda ONLUS presenta l’evento finale del progetto BandaLarga, realizzato dall’Associazione nell’ambito dei progetti innovativi per la valorizzazione e la partecipazione degli adolescenti promossi dal Servizio Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza e dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli. Interverrà l’Assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta.
L’evento si ispira al MusBa FEST, il primo raduno delle bande ed orchestre giovanili della Campania che la ScalzaBanda ha organizzato nel 2014. Dopo cinque anni l’appuntamento si ripete, estendendosi al territorio nazionale. Diverse formazioni musicali giovanili provenienti da Sicilia, Abruzzo, Lazio, Piemonte e Lombardia, si uniranno in un unico grande concerto collettivo. Le formazioni saranno ospitate dalle famiglie dei ragazzi della ScalzaBanda, nell’ottica dello scambio di esperienze e della condivisione della bellezza e della musica.
Il progetto BandaLarga, finalizzato a creare un percorso di promozione della creatività e del protagonismo degli adolescenti attraverso la musica, è stato realizzato dalla ScalzaBanda ONLUS nel territorio della Seconda Municipalità del Comune di Napoli, nei quartieri di Montesanto e Mercato, in collaborazione con le Associazioni Asso.Gio.Ca. e Obiettivo Napoli.

con GYM – Growing Young MusiciansPequeñas Huellas – Crescere in Orchestra – International orchestraAssociazione “Aegusea” Nuova Vincenzo BelliniRoberta Gaeta,Comune di NapoliAssessorato al Welfare – Comune di NapoliRusticaXBandAssociazione Musicale Alkantàra “Piccole note sulle orme di Abreu”Orchestra Giovanile “Musica in Crescendo”Obiettivo Napoli

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Il vuoto proprio

“Il Vuoto Proprio è un esercizio di pensiero sugli spazi urbani vuoti che si concentra sulle aree di sedime risultanti da crolli o demolizioni, di proprietà privata, in cui il Piano Regolatore Generale
di Napoli prevede la ricostruzione a parità di volume per attrezzature pubbliche e/o di uso pubblico.
Questi vuoti urbani, una discontinuità nel mezzo omogeneo che è la città consolidata, sono spazi in cui si produce movimento e variazione, dove il passare del tempo e dell’azione umana vengono resi espliciti.
Per questi spazi il progetto propone una forma di trasformazione non definitiva, non perentoria, priva di volume. Una trasformazione – alla quale si lavorerà con i laboratori – capace di illuminare la natura del vuoto come spazio in divenire, capace di essere continuamente qualcosa di diverso.”

20 febbraio alle ore 18:17 ·
Lecture | Il Vuoto Proprio_area 3 Avvocata / Montesanto

21.02 | ore 10
Le Scalze, Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, Salita Pontecorvo, 65
Lecturer: Alessandra Cianelli, Christopher Thomson

_Sulla pratica della Meraviglia.
Gli sguardi amorosi riaprono gli occhi dei dormienti chiusi dal passato insolente | Alessandra Cianelli

L’uso della Meraviglia e dello Spiazzamento, tecnologie proprie delle pratiche artistiche e del gioco infantile, consentono di entrare, percorrere, sperimentare e immaginare spazi e tempi, mentali e materiali, altrimenti (quasi) inaccessibili.
La pratica ininterrotta della provocazione e della rottura della forma, e la sua incessante quotidiana umile ricostruzione sempre diversa, potrebbe provocare la procreazione di una tecnologia della conoscenza che si muove a un altro livello, quello dell’attenzione ininterrotta al fare (pensiero, parola, segno, gesto, suono, respiro…). Forse così potrebbe emergere solo il necessario.
Le teorie potrebbero essere un altro aspetto delle pratiche e viceversa, praticamente la stessa cosa, in un’altra forma.

→ https://ilpaesedelleterredoltremare.wordpress.com/

XIV Carnevale di Montesanto – Cucù settè

(Quel che è vero falso è)
Cucù settè è il gioco della sorpresa: del nascondersi prima (sapendo che l’altro ti vede), e del mostrarsi poi (sapendo che l’altro non aspetta che questo). Alla fine di ogni “siparietto”, inevitabile e attesa, irrompe la risata, prima trattenuta, poi liberata, a sciogliere una tensione subito pronta a ricominciare in un giro vorticoso di nascondimenti e svelamenti. Possiamo anche supporre che “cucù” sia la finzione e “settè” la verità, magari quella verità che nessuno ha il coraggio di mostrare se non con un gioco: e allora ecco uscire fuori paure, desideri, voglia di giocare, di correre, di vivere… Quel che sembrava una cosa invece ne è un’altra: quel che è vero falso è.
Partendo da questa semplice suggestione il XIV Carnevale a Montesanto vuole provare a dar forma a due diverse declinazioni del gioco: quello liberatorio dell’infanzia e quello ben più pericoloso che si sta giocando nel mondo della politica e dell’informazione, dove sempre più spesso quel che sembrava vero invece è falso.
Oggi che siamo passati dalla “società dello spettacolo”, fondata sul potere della televisione, a quella della “rivoluzione digitale”, basata sui social media, ci imbattiamo continuamente in “siparietti” in cui  i confini tra vero e falso diventano sempre più labili e quello che viene percepito come verità, il più delle volte, è solo un’immagine apparente dietro la quale si nasconde una realtà ben diversa. Nell’epoca che alcuni opinionisti hanno definito della post-verità o delle verità alternative, a tutti è consentito reperire informazioni e immagini in pochi secondi, ma non sempre a queste corrisponde la verità. La formazione dell’opinione pubblica d’altra parte sembra non tener più in alcun conto la corrispondenza tra ciò che viene affermato dalla politica e la sua realtà fattuale, con risultati tragici per la tenuta democratica dei diversi paesi. Come scrisse nel 1967 Guy Debord, “nel mondo realmente rovesciato il vero è  diventato un momento del falso”.
Cucù settè è quindi  il gioco del nascondimento e dello svelamento e, attraverso di esso, proveremo a mettere in scena, nei laboratori di preparazione del Carnevale e nella grande parata del martedì grasso, questo mondo che confonde il vero con il falso: il mondo delle fake news e della demagogia; dei ciarlatani al potere e del cinismo generalizzato. A questo mondo, che non ci piace affatto, vogliamo opporre un altro  disvelamento: quello  della risata liberatoria dei bambini.

laboratori per la preparazione del carro:

Sgarrupato – vico lepre 17 ogni mercoledì dalle 16.oo alle 18.30 – ogni giovedì dalle 19.00
Piazzetta olivella – ogni sabato dale 10.30 alle 13.30 con tanti spettacoli per bambini

Vale la pena. La ScalzaBanda nel carcere di Poggioreale

Mercoledì 30 gennaio: esibizione musicale di “Il nuovo carosello napoletano” e “La Scalzabanda” nell’Istituto Penitenziario Poggioreale di Napoli.
Nell’ambito del progetto “Vale la pena. Attività a sostegno della popolazione detenuta straniera”, realizzato da Cidis Onlus e finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, mercoledì 30 gennaio alle ore 10.30 nella Chiesa Centrale della Casa Circondariale Poggioreale di Napoli ci sarà il concerto finale del “Laboratorio musicale e di canto creativo”.
“Il nuovo carosello napoletano”, questo il titolo dello spettacolo, è il risultato di un percorso laboratoriale intenso, iniziato nel mese di ottobre e condotto dal percussionista napoletano Francesco Paolo Manna, con un gruppo di detenuti, italiani e stranieri, che attraverso la musica, la voce e il ritmo si sono messi in gioco. Gli incontri sono stati per i partecipanti un’evasione dalla quotidianità del carcere e uno spazio non conflittuale e competitivo dove la collaborazione e la condivisione sono state le modalità comunicative privilegiate.
Per l’occasione si esibiranno i ragazzi della ScalzaBanda, la banda musicale che dal 2012 realizza un percorso d’integrazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva nel quartiere Montesanto di Napoli e che ha accolto con entusiasmo l’invito a suonare insieme ai detenuti nell’Istituto Penitenziario. Sarà sicuramente una mattinata piena di emozioni sia per i detenuti che per i giovani musicisti.

Globalizzazione: unica strada? La sfida identitaria e sovranistra

Sabato 1 dicembre 2018 alle 17.30 presso Le Scalze alla Salita Pontecorvo 65 si terrà il nuovo incontro di “Vieni a prendere un tè alle Scalze? Conversazioni filosofiche per tutti” che avrà come tema: “Globalizzazione: unica strada? La sfida identitaria e sovranista”.

Gustando una buona  tazza di tè con  dei biscottini, discuteremo insieme su una categoria fondamentale per la comprensione dei nostri tempi, la globalizzazione, a partire dall’analisi dell’impetuoso cambiamento politico che oggi sta interessando tanti paesi dell’Europa e del mondo. A quasi venti anni di distanza dal movimento no-global, il quadro generale che ci troviamo davanti sembra radicalmente cambiato: a protestare oggi contro gli effetti deleteri della globalizzazione non sono più i movimenti di giovani, gli operai, i forum sociali che, partendo da Seattle (USA),  avevano agitato le piazze dell’Europa e del mondo, ma quei partiti politici populisti e sovranisti che spesso conquistano il consenso dei cittadini, e poi il governo del paese,  in nome della lotta alla speculazione finanziaria internazionale e alle élites mondiali, propongono il ritorno ai confini nazionali, alle piccole e grandi patrie, opponendosi alla libera circolazione delle merci e degli uomini, talvolta  in nome di un  ritorno al protezionismo.

Partendo da questo scenario cercheremo di interrogarci su alcune temi di fondo, chiedendo aiuto ancora una volta alla riflessione filosofica, storica e politica del secolo scorso e di questi ultimi anni.  La globalizzazione è realmente l’unica alternativa che gli abitanti del pianeta si trovano oggi davanti? E’ possibile una critica alla globalizzazione che rifiuti ogni ripiegamento identitario e sovranista per  ricostruire  le condizioni di un progetto emancipatorio e di un nuovo internazionalismo? E infine: come ritornare a pensare le relazioni tra locale e globale, identità e differenza, stato e mercato in termini non antitetici?

Mercato Meraviglia 2018

Giunto alla decima edizione, Mercato Meraviglia ritorna per il sesto anno per l’immancabile appuntamento natalizio nella Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Montesanto il 15–16 dicembre. In questa edizione saranno esposti trentasette progetti di autoproduzione, attentamente selezionati tra le numerose proposte pervenute.

Nel corso degli anni Mercato Meraviglia si è affermato tra gli eventi nazionali per la promozione del design fatto a mano e ha esposto oltre 150 progetti napoletani e nazionali. L’evento si propone inoltre di valorizzare differenti forme di arte attraverso un ricco programma di eventi collaterali tra i quali musica dal vivo, spettacoli teatrali per grandi e bambini, laboratori, visite guidate e molto altro.

Sono tre i pilastri su cui si basa l’organizzazione della fiera e che ne sono il carattere distintivo: l’attenta selezione di autoproduzioni di design, per offrire al pubblico una varietà di prodotti di alta qualità e promuovere il talento locale; la valorizzazione dei beni dove l’evento è ospitato; la creazione di comunità, perchè il Mercato Meraviglia si configura come uno spazio di condivisione e di scambio sul design contemporaneo, oltre che l’occasione per trascorrere insieme momenti di convivialità grazie alla presenza di attivitá collaterali.

La fiera nasce a Oaxaca in Messico nel 2012, ispirandosi all’atmosfera dei tradizionali mercati messicani dove differenti forme di espressione artistica convivono e si alimentano, in un’esperienza unica per i partecipanti e per il pubblico di tutte le età. A Napoli, la magia dell’atmosfera del Mercato Meraviglia è rafforzata dalla bellezza della chiesa di San Giuseppe delle Scalze, gioiello del Barocco napoletano.

Archintorno è organizzatore dell’evento: un gruppo di architetti napoletani impegnata dal 2005 in progetti di cooperazione internazionale, autoproduzione e valorizzazione del patrimonio culturale. In collaborazione con Le Scalze, coordinamento di associazioni che si occupa della valorizzazione della chiesa di San Giuseppe delle Scalze.

In mostra:

AB – Alberto Bottillo, Action Woman – Progetto Roots, AG Albachiara Gatto, Amelie&Co., Bottega Gradelle, Cartoo, controlzeta lab, Creativi-Tee-Shirt, Creazioni Black Velvet, Dario Scotto, Fancy Goodies, Filotrama, Giovanni Colaneri, HYLA, Irene Servillo, It’s All Paid, L’altralena, Latododici, Le Terre di Rò, Lieve, Little Freak, Luca Pensa, LSD, manincuore, Marechiaro Handmade Jewellery, Marianna Canciani, Mic design, MM ceramica, NearteNeparte art&craft, PIN | Prodotto Interamente Napoletano, Resli Tale, Rosy HandMade, Salvatore Liberti Illustration, Simona Materi Goldsmith Designer, Terry Di Renzo Jewels, The Knitting Fox, Trallallá.

Il programma delle due giornate:
>> sabato 15 dicembre
11.00 apertura
12.00 visite guidate a cura di Archintorno
13.00 pranzo a cura di Piatto Forte – Catering e cucina a domicilio a Napoli
16.00 visite guidate a cura di Archintorno
17.00 I conti tornano – spettacolo per bambini di e con Ljuba Scudieri
18.30 Lucia Migliaccio – spettacolo di e con Antonella Romano
19.00 aperitivo a cura di Piatto Forte
20.00 Dr. Jazz & Dirty Bucks Swing Band in concerto
22.00 chiusura

>> domenica 16 dicembre
11.00 apertura
12.00 visite guidate a cura di Archintorno
13.00 pranzo a cura di Piatto Forte – Catering e cucina a domicilio a Napoli
16.00 visite guidate a cura di Archintorno
17.30 Libri Pop Up. Lettura e workshop a cura di Il mattoncino. Dai 5 anni. 8€
18.00 esibizione dei bambini del Piccolo Circo, a cura di Ramblas
19.00 aperitivo a cura di Piatto Forte
19.30 selezione musicale a cura di Famiglia Discocristiana
22.00 chiusura

In mostra “Mesi” libere idee sui calendari di Pazzopilla
Murale a cura di LSD e Trallallá

ingresso gratuito