Seminario su Riuso e autocostruzione

RIUSO e AUTOCOSTRUZIONE
Il 25 giugno si inaugura il workshop teorico-pratico di autocostruzione con residui industriali organizzato da Archintorno e Mercato Meraviglia, con la partecipazione di Harvest Map – Italia,
re-USE.eu, Remida Napoli e il supporto di Le Scalze.

Il corso, organizzato in 3 moduli didattici, propone di apprendere e sperimentare sul territorio napoletano lo strumento della Harvest Map: piattaforma open source ideata nei Paesi Bassi per mettere in condivisione residui della produzione industriale con architetti, artigiani, designer,
creativi.
L’obiettivo finale è la creazione di elementi d’arredo per le attività socio culturali delle associazioni che gestiscono la chiesa di San Giuseppe delle Scalze.
Saranno ospiti del corso Paola Altamura architetto e Phd dell’università La Sapienza di Roma, autrice del testo Costruire a Zero Rifiuti, Elisa Saturno referente italiana della piattaforma Harvest Map e ricercatrice dell’Università di Milano, Paola Manfredi architetto e cofondatrice di ReMida Napoli, Denis Guzzo documentarista e attivista.

Modulo UNO: Seminario e tavola rotonda 25 giugno [ ingresso libero ]
Residui industriali: normativa Europea e Italiana.
Approccio superuse: casi studio di upcycling.
Harvest Map: una piattaforma open source per
la mappatura e la catalogazione delle risorse.
Esperienze di riuso creativo a Napoli.

Modulo DUE*: Indagine e mappatura 26>28 giugno
8>12 luglio
Ricerca online e sul campo delle realtà produttive e
delle risorse da riutilizzare.
Sistematizzazione georeferenziata delle risorse disponibili.

Modulo TRE*: Progettazione 4 > 6 ottobre

Autocostruzione 18 > 20 ottobre
25 > 27 ottobre
*posti limitati a 10 persone.

Per iscrizioni, inviare via mail un breve cv (1 pagina A4) e una lettera di motivazione alla mail:
info@archintorno.org entro venerdì 7 giugno, con oggetto: partecipazione Workshop Riuso e
Autocostruzione.
I selezionati verranno contattati entro venerdì 14 giugno.

Il costo d’iscrizione ai moduli DUE e TRE è di 220€. Il costo per i singoli moduli è di 120€. 3 CFU agli studenti che seguiranno i tre moduli.

Contatti:
Archintorno
Salita Pontecorvo 65 Napoli
info@archintorno.org
tel: 3493905901
Fb: Archintorno
Fb: Mercato Meraviglia
sede legale: via Manzoni 157/b, 80123 Napoli sede operativa Salita Pontecorvo,65 Napoli
@ www.archintorno.org | info@archintorno.org fb Archintorno
cf 95061570636

Ragione ed emozione nell’epoca delle passioni tristi

Giovedì 6 giugno alle ore 18.00 presso Le  Scalze alla Salita Pontecorvo 65, per il ciclo “Vieni a prendere un tè alle Scalze. Conversazioni filosofiche per tutti”, avrà luogo l’incontro “Logos ed emoticon. Ragione ed emozioni nell’epoca delle passioni tristi”, a cura del Forum Tarsia e del Coordinamento Le Scalze.

Sorseggiando una tazza di tè discuteremo del ruolo crescente che nel mondo post-moderno le emozioni rivestono sia per l’organizzazione economica della società che per il governo della cosa pubblica:  da tempo le più sofisticate tecniche di vendita dei prodotti si rivolgono in primo luogo alla sfera emotiva del possibile consumatore e, con la nascita dei nuovi populismi digitali,  tale approccio si è esteso in modo preoccupante alla comunicazione politica che sempre meno privilegia le procedure razionali per rivolgersi a quella che, con una discutibile  espressione, è stata definita,   la “pancia” degli elettori.  Oggi il successo di un post nel generare commenti è legato alla capacità di suscitare emozioni di eccitazione, come felicità o rabbia, o di impotenza, come paura e tristezza. Paradossalmente questa maggiore importanza del mondo delle emozioni nasconde nella sua ombra un loro sostanziale impoverimento: le emozioni, semplificate e standardizzate, considerate soprattutto nella loro “passività” e mai nella loro potenza trasformativa, sono ridotte ad emoticon, faccine sempre pronte ad accompagnare i nostri messaggi sui social media,  che di fatto finiscono con l’occultare la profondità,  la complessità e la ricchezza del nostro mondo interiore, ultima paradossale manifestazione di quella “peste emozionale” di cui aveva parlato Wilhelm Reich nel secolo scorso.

Questa apparente rivincita del mondo emozionale va in decisa controtendenza sia con la tradizione del pensiero filosofico antico e moderno che, a partire da Platone, Cartesio e Spinoza, con le dovute eccezioni, non ha mai messo in discussione la superiorità morale e conoscitiva della ragione sull’emozione, sia con lo stesso progetto moderno che ha puntato sull’organizzazione di nazioni costruite su un apparato burocratico e tecnocratico capace di eliminare dai processi decisionali tutte  le variabili originate dal caso e, appunto,  dalle emozioni.

E’ possibile oggi, nell’epoca definita da qualcuno delle “passioni tristi” – in cui a prevalere sono l’odio, la tristezza, la rabbia, il risentimento -,   liberare l’emozione dalla passività a cui le tecniche persuasive del potere, politico, economico e tecnologico, l’hanno ridotta? E’ possibile ancora, al di là del dominio incontrastato che la ragione ha ricoperto nei processi conoscitivi, superare finalmente la scissione tra emozione e ragione per dar vita a quella che da alcuni psicologi e filosofi è stata definita “intelligenza emotiva”, in grado di riconsegnare finalmente ogni singolarità alla propria autonomia e libertà?

Giorgio percussionista della Scalzabanda protagonista di un documentario su RAI 3

Il corpo dell'amore, Patrizia

Giorgio ha 33 anni, nonostante la sua disabilità ha fatto tante conquiste eppure non ha ancora avuto il suo primo bacio. #IlCorpodellAmore da venerdì 31 maggio alle 23.10 su #Rai3.FISH Onlus Responsabilità Sociale Rai Enrica Bonaccorti Official

Publiée par Rai3 sur Lundi 27 mai 2019

 

Questa sera il nostro caro Giorgio sarà protagonista della puntata de
Il Corpo dell’Amore,alle 23.10 su Rai Tre.

Giorgio ha 33 anni, nonostante la sua disabilità ha fatto tante conquiste eppure non ha ancora avuto il suo primo bacio.

#IlCorpodellAmore da venerdì 31 maggio alle 23.10 su #Rai3.

FISH Onlus Responsabilità Sociale Rai Enrica Bonaccorti Official

Concerto Scalzabanda/Nymphoniks

Les Bandes Passantes #5

I Nymphoniks di Parigi incontrano gli immensi piccoli della ScalzaBanda. Durante tutto il pomeriggio le due bande si scambieranno partiture, consigli, risate e travestimenti. A fine giornata si apriranno le porte della navata per regalare al pubblico il frutto di questo incontro.

ScalzaBanda19
La ScalzaBanda è la banda musicale delle ragazze e dei ragazzi del quartiere Montesanto di Napoli nella tradizione delle bande di paese. Il progetto ha avuto inizio nel mese di febbraio 2012 e coinvolge attualmente circa 75 bambini e ragazzi, dai 5 ai 16 anni , provenienti da contesti socioeconomici molto eterogenei. L’obiettivo principale del progetto è quello di realizzare un percorso d’inclusione, integrazione e contaminazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva.

http://www.scalzabanda.org/

Nymphoniks
La Nymphonik Orchestra è l’avventura umana di un gruppo di amici curiosi, uniti da un comune eccesso di buon umore e dall’amore per la musica. Avidi di incontri e di nuove esperienze, l’unica vocazione del gruppo è quella di diffondere la musica, la danza e la festa sotto casa vostra, sui palchi e per le strade. Il loro repertorio attinge a ritmi popolari del grande sud (cumbia, salsa, reggae, ska), dell’est (Bregovic, Markovic), dell’ovest (Budos Band, Marc Ronson, Earth Wind & Fire).
Il loro moto : rendere ogni istante indimenticabile.

http://www.nymphoniks.com/

Incontro introduttivo alla Musicosophia

In questi giorni e’ venuto a trovarci il nostro carissimo amico Gebhard von Gültlingen, della Scuola Internazionale di Musicosophia (www.musicosophia.org) e gli abbiamo chiesto di regalarci un piccolo assaggio della settima di Beethoven. Vi aspettiamo domani alle ore 18:45 alle Scalze, Salita Pontecorvo 65.

La magia della musicosophia e della VII di Beethoven con Ghebard alle Scalze!

Publiée par ScalzaBanda sur Lundi 6 mai 2019

Conversazioni filosofiche: umano inumano postumano

Dopo un’ottima tazza di tè accompagnata dai biscottini, ci interrogheremo su come i recenti progressi della scienza – tra cui le applicazioni sempre più frequenti di dispositivi tecnologici al corpo dell’uomo e alla stessa struttura del vivente – ripropongano con urgenza alcuni interrogativi non solo sulla natura dell’uomo – nella sua costitutiva differenza con l’animale – ma anche sul senso che può continuare ad avere una nozione, tanto centrale nella filosofia occidentale, come quella di umanesimo. Già Heidegger nella sua “Lettera” del 1946 aveva messo in evidenza come questa parola acquisisca di fatto sempre meno senso in un mondo interamente dominato dalla tecnica e, non a caso, oggi nuovi sentieri di ricerca ritengono opportuno introdurre nella riflessione un nuovo termine, “post-umanesimo”, utile a individuare quella condizione in cui le frontiere fra ciò che è umano e ciò che non lo è svaniscono e la stessa divisione tra natura e cultura viene superata in una nuova concezione in cui la Tecnica viene considerata come un dato del tutto “naturale”. La figura del cyborg, l’ibrido uomo-macchina uscito dalle pagine più potentemente visionarie della letteratura fantascientifica del ‘900, preannuncia un futuro, che le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive, il cibo geneticamente modificato ci dicono già cominciato: sempre più infatti si tende ad affrontare i problemi comportamentali, medici o di invecchiamento esclusivamente attraverso l’ausilio della tecnica. Tale scenario può assumere declinazioni inquietanti nell’ipotesi transumanista, con i suoi preoccupanti tratti superomistici e suprematisti, o più democratiche nel post-umanismo critico, volto invece alla possibile costruzione di una soggettività ibrida situata in una fitta rete di relazioni organiche e inorganiche. Mentre l’economia politica del capitalismo, con la sua centenaria esperienza, si inserisce nei gangli vitali di questo nuovo scenario, per metterlo immediatamente a frutto secondo la logica del profitto, il pensiero è portato a scegliere tra una posizione “di resistenza”, che si limita a difendere il progetto umanista senza tener conto delle profonde trasformazioni che hanno interessato la realtà in quest’ultimo secolo, e una più aperta al nuovo, che ripensando in modo radicale l’idea di “natura umana”, raccoglie la sfida dei tempi, sforzandosi di pensare, su un piano di immanenza, relazioni sempre più strette tra mente e corpo, umanità e tecnica, arrivando a ipotizzare una nuova soggettività post-umana.