Politica e menzogna nell’epoca della post-verità

L’incontro “Politica e menzogna nell’epoca della post-verità” avrà luogo sabato 3 marzo 2018 alle 17.30 alle Scalze alla Salita Pontecorvo 65.

Ci interrogheremo sul rapporto che la politica intrattiene con la menzogna, ben sapendo che una precisa tradizione di filosofia politica, da Platone alla Arendt passando per Machiavelli, lo ha ritenuto per certi versi necessario, se finalizzato al bene dello Stato e della comunità. Ma forse è lecito chiedersi in che modo vada pensato questo nesso nell’età della grande rivoluzione digitale, che consente a tutti, in pochi secondi, di reperire informazioni e immagini ma che, al tempo stesso, rende sempre più labile il discrimine tra vero e falso, con la conseguenza di una propagazione abnorme della menzogna, facilitata dall’enorme diffusione dei social media.  Nell’epoca che alcuni opinionisti hanno definito della post-verità o delle verità alternative, la formazione dell’opinione pubblica sembra non tener più in alcun conto la corrispondenza tra ciò che viene affermato dalla politica e la sua realtà fattuale e, alla lunga, questo dato aumenterà sempre più la pervasività della menzogna, mettendo in crisi in maniera definitiva quel rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni su cui si basa la moderna democrazia. Prima che arrivi questo momento, non sarà forse necessario trasformare questa “fabbrica di bugie”, che rischia di apparire oggi  il mondo dei social media, in una “fabbrica di verità”?

 

XIII Carnevale a Montesanto – Tutta n’ata storia

La città salvata dai ragazzini

C’era una volta un bellissimo posto dove la gente era felice, il sole splendente e tutto era magnifico. Ma un giorno funesto qualcosa di terribile accadde: un morbo micidiale colpì questa terra felice. Un mostro orribile nato dai pensieri più cupi degli abitanti prese forma. La creatura possedeva sette immonde teste con fauci impressionanti che producevano morsi velenosi. Il morso di ciascuna testa infliggeva malattie diverse tra loro ma ugualmente letali: avidità, malaffare, violenza, incuria, egoismo, indifferenza, razzismo. In men che non si dica il posto meraviglioso divenne grigio e spento, sporco e inospitale, poiché nessuno più si curava di esso e tutti iniziarono ad adorare una nuova divinità anch’essa terribile: il Dio-denaro. Ma, fortunatamente i bambini non subivano gli effetti di quella epidemia. Su di loro i morsi del viscido virus non sortivano alcun effetto. Attraverso varie peripezie le bambine e i bambini di Montesanto riusciranno a sconfiggere il mostro con un Magico Elisir contenente al suo interno coraggio, amore, cura, altruismo, generosità, accoglienza, onestà: un fuoco magico capace di accendere la mente e riscaldare i cuori.

Il XIII Carnevale Sociale di Montesanto ha come tema quest’anno “Tutta n’ata storia. La città salvata dai ragazzini” e vuole porsi “in maniera ostinata e contraria” in controtendenza rispetto alla narrazione suggerita in queste settimane dai mezzi di informazione di massa che, di fronte agli episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno visto protagonisti gruppi di ragazzini, hanno proposto una semplicistica criminalizzazione di una intera generazione e di un pezzo di città, dando rilievo soprattutto a  una soluzione repressiva e giudiziaria.  Vogliamo continuare a credere che solo con il coinvolgimento delle forze giovani è possibile cambiare in meglio la società e sconfiggere i mostri che la minacciano: come Elsa Morante crediamo ancora in un “mondo salvato dai ragazzini”.  Non vogliamo però neanche chiudere gli occhi di fronte a certi episodi che sono  il segno dei tanti  problemi che attraversano, ormai da troppo tempo, la nostra città, prima di tutto la mancanza di prospettive lavorative e il  senso di vuoto che può irrompere in giovani vite  che si trovano alle spalle un percorso scolastico disastrato e davanti la sola prospettiva della strada.

E’ possibile trovare l’Elisir in grado di sconfiggere questa violenza? Vogliamo dire con forza che  certe linee di tendenza non si contrastano sicuramente con la riduzione del welfare, la chiusura di progetti importanti come “Chance” o “Prospettiva giovani” o la riduzione delle Educative Territoriali.  In certe parti di città a fare argine contro certi processi di disgregazione del tessuto civile resta talvolta solo l’azione delle reti di cittadinanza, del volontariato, delle parrocchie di frontiera, dei centri sociali e degli spazi liberati che provano con impegno e generosità a salvare il salvabile; ma tutto questo naturalmente non può bastare senza l’intervento delle Istituzioni nel loro complesso.

I Carnevali sociali che ogni anno con i loro laboratori coinvolgono fette consistenti di infanzia, mettono in pratica nel loro piccolo un approccio alternativo che, a partire dall’ascolto dei bisogni, identifica il percorso che la comunità cittadina dovrebbe intraprendere nel suo complesso e che comprende la cura delle persone e delle cose, l’accoglienza,  l’amore, la lotta per l’affermazione dei propri diritti.

Il XIII Carnevale di Montesanto, dopo i tanti laboratori organizzati nel quartiere in queste settimane, aspetta tutti i cittadini per la grande parata che partirà alle ore 15.00 di martedì 13 febbraio 2018 dal Parco Sociale Ventaglieri in Via Avellino a Tarsia per attraversare le strade del quartiere: Vico Pontecorvo – Salita Pontecorvo – Largo Tarsia – Via S.Antonio a Tarsia – Via Ventaglieri – Piazzetta Olivella –Via Ventaglieri –  Piazza Montesanto – Via Pignasecca – Piazza Carità (dove si incontrerà con i Carnevali dei Quartieri Spagnoli e del Centro Storico) per confluire tutti insieme  a Piazza Monteoliveto  e infine a  Piazza del Gesù per la grande festa finale.

Sfoglia l’album fotografico di Piero Bizzarro

 

ARREVOLUTION Atto dovuto di amore e riconoscenza verso una parola bellissima e inattuale

A cura di Sergio Bizzarro e Costanzo Ioni

Il 7 novembre di cento anni fa (25 ottobre per il calendario giuliano), i bolscevichi conquistarono il Palazzo d’Inverno, dando inizio al più grande esperimento di trasformazione rivoluzionaria della società mai avutosi fino a quel momento. Il Forum Tarsia vuole ricordare questa data fatidica non certo per un sentimento di nostalgia verso un esperimento politico che, dopo le iniziali speranze, ha finito con il dar vita ad una tragica esperienza totalitaria, quanto per un atto d’amore e di riconoscenza verso una parola che ancora comunica un profondo desiderio di trasformazione della vita e dell’esistenza. Vorremmo tentare di sottrarre questa parola non solo al tragico connubio che l’ha legata al Terrore, ma anche alla volgarità dei nostri tempi, all’abuso e al consumo che ne viene fatto continuamente, valorizzando la sua inattualità rispetto a un mondo che ha smarrito ogni istanza critica nei confronti dell’esistente; convinti come siamo che solo lo “spirito dell’utopia” può essere in grado oggi di fecondare ogni possibile trasformazione sia interiore che collettiva.
Cercheremo di iniziare questo percorso martedì 7 novembre 2017, alle 18.00 nei locali delle “Scalze” alla Salita Pontecorvo 65, attraverso le testimonianze di Maurizio Braucci, Tristana Dini, Antonio Frattasi, Chiara Palumbo, musica, brevi filmati, reading dei poeti rivoluzionari e altro. Chiunque potrà intervenire proponendo per alcuni minuti la sua personale interpretazione della parola “rivoluzione”.